Foto mia

Foto mia
Lavoro amigurumi eseguito dalla mia amica di Ampezzo, Alda Varnerin. Ha mani veramente d'oro, i suoi lavori sono sempre precisi.

venerdì 23 maggio 2008

Similcucciolone





















BISCOTTO GELATO

Blue notte (http://blunottelive.blogspot.com ) lo chiama gelato Vera, ricordo di una nonna che lo faceva per i suoi nipotini.

3 tuorli
250 ml panna da montare
3 cucchiai di zucchero
1 bustina di vanillina (non l’ho messa, ai miei non piace)
Biscotti Rigoli del Mulino Bianco
Montare la panna, aggiungere lo zucchero, i tuorli e la vanillina (sempre sbattendo con le fruste), sino ad ottenere un composto bello sodo.
Disporre i biscotti con i disegni in giù su una pirofila, in modo che siano vicini vicini.
Spianare sopra la crema e coprire con i biscotti, questa volta con i disegni rivolti verso l’alto.
I biscotti devono combaciare esattamente, per formare il gelato biscotto tipo “cucciolone”.
Nella crema si possono aggiungere scaglie di cioccolata oppure le gocce di cioccolata.
*** nota mia (mamyros)
eee … ai golosastri spiffero in un orecchio che possono tritare la frutta candita e inserirla tipo cassatina.
Fatto ieri sera per accontentare mio genero.

Meme musicale
























Yabadabaduuuuuu !


Grazie Stefano, per avermi nominato per questo premio e a tutti coloro che mi leggono, chiedo per favore di leggere attentamente sul sito di Stefano:

http://mestoloepaiolo.blogspot.com/

ci saranno tutte le spiegazioni.

Per questa volta, per ragioni di tempo, non posso partecipare e a malincuore passo il Meme.
Voglio comunque segnalare una delle mie canzoni preferite, che ascolterei tutti i giorni più che volentieri:

My Way Lyrics di Frank Sinatra


Alla prossima mandi !



GET Sinatra Frank - My Way ringtones !!!
Writers: Revaux/Francois/Anka
Andnow, the end is near;
And so I face the final curtain.
My friend, I'll say it clear,
I'll state my case, of which I'm certain.

I've lived a life that's full.
I've traveled each and ev'ry highway;
But more, much more than this,
I did it my way.

Regrets, I've had a few;
But then again, too few to mention.
I did what I had to do
And saw it through without exemption.

I planned each charted course;
Each careful step along the byway,
But more, much more than this,
I did it my way.

Yes, there were times, I'm sure you knew
When I bit off more than I could chew.
But through it all, when there was doubt,
I ate it up and spit it out.
I faced it all and I stood tall;
And did it my way.

I've loved, I've laughed and cried.
I've had my fill; my share of losing.
And now, as tears subside,
I find it all so amusing.

To think I did all that;
And may I say - not in a shy way,
"No, oh no not me,
I did it my way".

For what is a man, what has he got?
If not himself, then he has naught.
To say the things he truly feels;
And not the words of one who kneels.
The record shows I took the blows -
And did it my way!

giovedì 22 maggio 2008

Novità













Mamaçyta coi baffi, è lieta di presentarvi una nuova categoria …
I negozi +++ presso i quali ho trovato prodotti straordinari, tanti consigli e molta cordialità.

Prossimamente metterò le ricette coi prodotti acquistati in questo negozio, facendovi riferimento.




http://www.caseificiosilvestro.it/

mercoledì 21 maggio 2008

Chitarra per pasta fresca
























I tipi di chitarra per la tipica pasta umbra, sono diversi, di questi due ho preso le foto sul web

Tonnarelli cacio e pepe








Su questi tonnarelli spendo una parolina, non sono quelli canonici, per tagliarli ci vorrebbe la chitarra http://ilfogolar.blogspot.com/2008/05/chitarra-per-pasta-fresca.html#links lo strumento apposito umbro che io non ho e non intendo acquistare, mi accontento di avere dei similtonnarelli fatti con lo stesso impasto ma con taglio diverso.

mmmhhhh provare per credere

TONNARELLI CACIO e PEPE

Pasta fresca
200 g di farina 00
200 g di farina di grano duro2/3 uovaacquasale

Sugo
Pecorino abbondante
Pepe nero abbondante
Niente condimenti

Impastate la farina con le uova e un po' di acqua e poco sale. Se l'impasto dovesse risultare troppo duro aggiungere dell'altra acqua.
Tagliare (uno per volta) dei piccoli panetti di impasto e ricoprite di nuovo quello che rimane (così non si asciuga troppo).

Tirare con la sfogliatrice (o Imperia) le sfoglie:
al passaggio 0 il panetto va passato tre o quattro volte
al passaggio 1 – 2 e 3 una volta sola

Di solito mi fermo al 3 perché mi sembra che assomiglino di più ai veri tonnarelli fatti con la Chitarra.
Passare la sfoglia ottenuta, con un poco di farina da ambo i lati e tagliare subito con la coltella a mano, a forma di tonnarelli o spaghettoni.
Appoggiarli su un vassoio e infarinarli.
Cuocciono in 3 o 4 minuti ed è meglio prepararli e cucinarli subito, seccandosi potrebbero rompersi in cottura.

-Tenere il piatto fondo da portata, su una pentola con acqua in ebollizione, in modo che il piatto rimanga costantemente caldo con il pecorino e il pepe ben amalgamati. (questa operazione si fa un poco prima, tenendo presente che la pasta cuoce in poco tempo)
-Pochi attimi prima di scolare la pasta, versare nel piatto da portata un paio di mestoli di acqua di cottura della pasta stessa, si mescola bene con una frusta a mano e si unisce subito la pasta scolata.
-Il sughetto rimane un poco brodettato come vuole la tradizione e si porta in tavola.

*** c’è chi li salta in padella, ma questa è un’altra storia e non è l’originale.

Baccalà dietetico al MO (microonde)



























BACCALA’ DIETETICO al MO

200 g baccalà già ammollato
2 pomodorini a grappolo
1 cipolla francese (è grande quanto un mandarino)
1 spicchio di aglio
1 acciuga dissalata
pochissimi pinoli
½ peperone
3 cucchiaini di olio
Fettine di cetriolo
In una piccola teglia mettere 1 cucchiaio di acqua e stemperare l’acciuga a fuoco basso.
Sfumare con qualche cucchiaio di vino e unire una brunoise con i pomodorini, l’aglio tritato e unirli nel tegame.
Lasciare insaporire e aggiungere la cipolla tagliata a fettine sottili con un piccolo dado della liebig.
Cuocere finchè le verdure saranno tenere e poi unire il baccalà sbriciolato.
Portare a cottura per cinque minuti circa e se il baccalà rilascia acqua, alzare la fiamma in modo che il sughetto rimanga asciutto.
Mettere il mezzo peperone mondato e lavato in un piatto, versare nella conca il baccalà con il suo sughetto e guarnire con pinoli.
Appoggiare il piatto nel microonde ed avviare alla massima potenza (850°) per 5 minuti al massimo.
Guarnire con fette di cetriolo e distribuire i tre cucchiaini d’olio.

martedì 20 maggio 2008

Spaghetti alla puttanesca














SPAGHETTI alla PUTTANESCA
per 4 persone

300 g spaghetti Barilla n.7
500 g di pomodori pelati Mutti
3 acciughe sotto sale – dissalate e tritate
150 g di olive nere snocciolate e tritate
3 spicchio d'aglio intero
1cucchiaio colmo capperi dissalati e tritati
3 peperoncini rossi piccanti (interi o tritati – facoltativo)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
foglioline di basilico per guarnire
sale
½ bicchiere di olio
1 noce di burro
Rosolare in una casseruola l’aglio con l’olio e una noce di burro, il peperoncino e le acciughe.
Sciogliere le acciughe e unire le olive nere e i capperi.
con il prezzemolo.
Lasciar insaporire e aggiungere i pomodori pelati spezzettati con il prezzemolo.
Tenere il fuoco basso, aggiustare di sale se necessario, coprire e proseguire la cottura per una mezz’oretta.
Portare a cottura gli spaghetti, condirli con questo sugo e una volta mesi nel piatto, guarnire con foglie o rametti di basilico.

*** mi piacciono gli spaghetti grossi e vi garantisco che i bigoli di Bassano già pronti non sono niente male.

*** per una serata fra amici se fate una spaghettata senza altre portate importanti, aumentate il quantitativo degli spaghetti … 100 g a testa (tenendo presente che il sugo è per 4).

Sigari sfogliati ai wurstel









SIGARI SFOGLIATI AI WURSTEL

pasta sfoglia o brisè
wusterl
senape
1 uovo sbattuto

Tagliare a rettangoli (grandi a sufficienza per contenere 1 wusterl) la pasta sfoglia ben stesa.
Spalmarla di senape, appoggiare un wusterl, arrotolarlo nella sfoglia e schiacciare bene le due estremità.
Spennellare uniformemente con l’uovo sbattuto e spolverarli con semi di papavero o sesamo.
Infornare a 180° per 20 minuti circa.-


Con i miniwusterl potete confezionare delle caramelline-
Con i wusterl normali preparate le sigarette-
Con i wusterl lunghi formate i sigari-
Con i wusterl grossi formate i bombardoni che potete tagliare a rondelle con molta pazienza per non sbriciolare la sfoglia.

Meme dei SEI PIACERI











e come Barbara disse ........
mi associo pienamente : p.s. Quando mai imparerò ad inserire i link....?



Meme dei SEI PIACERI

Mi ha invitato a partecipare

Barbara di: http://lapanificatricefolle.blogspot.com/


Le regole del gioco

1. Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link
2. Descrivere le regole di svolgimento
3. Scrivere 6 cose che amiamo fare
4. Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme
5. Lasciare un commento su tutti e
6 i blog appena citati

Mi piace stare fra le mie montagne, che mie non sono !
Mi piace Cucinare, per il piacere mio e per la gola degli altri
Mi piace Invitare amici e chiacchierare tranquilli anche solo per un aperitivo
Mi piace passeggiare in montagna con le amiche e far visita agli anziani che conosco
Mi piace correre a Londra dal mio nipotino anche solo per 3 giorni
Mi piace vedere quanto sono felici i miei Orzy di casa, quando sono stupiti per ciò che ho preparato di nuovo.


Passo questo meme a:

Aurora per le sue manine sante
http://auroraeadriano.blogspot.com/

Virginia la valanga culinaria
http://spilucchino.blogspot.com/

Eugenia la principessa dei fornelli
http://labelleauberge.blogspot.com/

Michela peperoncino in tutto
http://michela-pepepeperoncino.blogspot.com/

Stefano mestolo d’oro
http://mestoloepaiolo.blogspot.com/

Giorgia il vulcano … con tutti i forni è un asso
http://giorgiam.blogspot.com/

lunedì 19 maggio 2008

Ratatuia ricca della Giannina













Sempre di mia cugina, quest'altra versione di ratatuia

RATATUIA RICCA della GIANNINA

Per 4 persone
2 cipolle ramate
2 carote
2 peperoni (giallo e rosso)
2 melanzane piccole
3 zucchine piccole o 2 medie
100 g fagiolini
2 patate
2 gambi di sedano
2 pomodori grossi
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
30 g di zucchero
olio abbondante
per la salsa
6 filetti d’acciuga dissalata
1 spicchio di aglio tritato
1 mazzetto di basilico tritato
1 ciuffo di prezzemolo tritato
5 foglie di salvia tritate
30 g di capperi tritati
80 ml di aceto rosso
In un tegame rosolare nell’olio l’aglio e la foglia di alloro, badando di non bruciare l’aglio. Unire la cipolla tagliata sottile e soffriggere finchè non sarà imbiondita.
Aggiungere le verdure tagliata a dadini, a rondelle o a listarelle secondo la loro forma e unirle al soffritto nel seguente ordine:
fagiolini e carote
dopo 5 minuti patate e zucchine
peperoni e sedano
e per ultimo le melanzane, i pomodori e lo zucchero.
Cuocere a fuoco moderato e a tegame coperto, finchè le verdure saranno tenere ma non scotte (un’ora circa).
Alla fine aggiungere le acciughe dissalate spinate e tritate, l’aglio, il prezzemolo, il basilico, la salvia, i capperi,e l’aceto e mescolare per bene ancora per due o tre minuti
Servire caldo come contorno o freddo come antipasto.

Ratatuia della Giannina








Giannina è mia cugina, abita nel Monferrato e la ratatuia è un piatto tipico piemontese.
Il termine ratatouille deriva dal francese touiller e significa rimestare.
Originariamente era piatto povero realizzato con sole verdure estive (pomodori, zucchine, peperoni verdi e rossi, cipolla e aglio)


RATATUIA della GIANNINA
1 cipolla bionda
1 melanzana
2 zucchine medie
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 patata
½ kg pomodori maturi
olio q.b.
In un tegame a bordi alti, appassire nell’olio la cipolla affettata sottile e poi tutto insieme la melanzana tagliata a dadini, le zucchine tagliate a rondelle, i peperoni tagliati a listarelle, la patata tsagliata e rosolare per bene.
Salare le verdure, mescolare e poi unire i pomodori maturi tritati.
Cuocere per un’ora circa e lasciar assorbire il liquido che formano le stesse verdure.
Buona sia calda che fredda.
*** i peperoni sono quelli normali e tondeggianti, non quelli giganti che si trovano nei nostri supermercati.

Tagliatelle all'erba del buon Enrico e salsiccia










TAGLIATELLE all’ERBA del BUON ENRICO

Per 4 persone (dosi piccole)

Per la pasta
Erba del buon Enrico lessata, 1 pugno strizzato poco più grande di una palla da tennis
200 g circa di farina 00
1 uovo + 1 tuorlo

Per il sugo
Salsiccia a nastro quantità a piacere
1 spicchio d’aglio passato allo spremi aglio
1 dado Star ai funghi
½ bicchiere di pinot grigio
½ cucchiaino di triploconcentrato di pomodoro Mutti
Olio q.b.

Pasta
Tritare con il tritatutto l’erba del buon Enrico e versarla nella ciotola dell’impastatrice, aggiungere 1 uovo intero più 1 tuorlo, la farina e avviare l’impastatrice.
Impastare sino ad ottenere un panetto liscio e della giusta consistenza.
Estrarre l’impasto, appoggiarlo sulla spianatoia, coprirlo a campana con una terrina e lasciarlo riposare per una mezz’oretta circa.
Applicare al Ken la sfogliatrice e, trascorso il riposo, passare l’impasto sino al passaggio n° 5 che secondo me è lo spessore adatto per il tipo di sugo preparato.
Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata e condirle con il sugo preparato.

Sugo
Sfarinare la salsiccia direttamente in un tegamino con l’olio, spremere sopra l’aglio, con lo spremi aglio.
Accendere il fuoco, soffriggere la salsiccia, sfumarla con il pinot e unire il triplo concentrato di pomodoro con il dado sbriciolato.
Cuocere piano e se il sughetto si restringe troppo, aggiungere del buon brodo o brodo di dado.
Quando il sugo è pronto e le tagliatelle sono cotte, condirle e servirle ben calde.

*** perché le erbe rimangano belle verdi, scolarle e passarle velocemente in una bacinella con acqua fredda e ghiaccio.

Coniglio ripieno con erba del buon Enrico














CONIGLIO RIPIENO con ERBA del BUON ENRICO

1 coniglio disossato
1 hg di pancetta tesa affumicata tagliata sottile
1 kg di erba buon Enrico (vedi categoria per saperne di più)
3 uova
3 cucchiai di pangrattato
100 formaggio Montasio stagionato grattugiato
100 g gherigli di noci tritate o pinoli
1 rametto di timo
3 spicchi di aglio
1 bicchiere di cabernet rosso
olio
Disossare il coniglio è un lavoro certosino, quindi è meglio lasciarlo fare dal macellaio.
Lavarlo, sgrondarlo e tamponarlo delicatamente per asciugarlo.
Stenderlo sul tagliere, salare pepare e appoggiare sopra la pancetta.
A parte, in una ciotola unire l’erba del buon Enrico lavata, leggermente lessata in acqua salata, scolata, strizzata e tritata a coltello, le uova, il pangrattato, il formaggio, uno spicchio di aglio tritato finemente e le noci.
Aggiustare di sale e pepe, amalgamare bene e spalmare il composto sopra alla pancetta, in modo uniforme e omogeneo.
Attorno ai bordi del coniglio, lasciare un piccolo spazio in modo che arrotolandolo sia rivolto all'interno per contenere il ripieno che non deve uscire fuori.
Arrotolarlo e legarlo con spago da cucina.
In una teglia versare l’olio, appoggiare il coniglio, girarlo per ungerlo tutto, appoggiare la teglia sul fuoco con il rametto di timo e gli altri due spicchi di aglio tagliati a metà.
Rosolare bene da tutte le parti, sfumare con vino e appena questo prende il bollore, infornare a forno caldo 180° per 1 ora.
Durante la cottura girarlo spesso o bagnarlo con il suo stesso sughetto. (se dovesse asciugarsi troppo, aggiungere brodo o acqua calda, mai fredda per non interrompere la cottura).

*** per un sughetto cremoso, intridere un cucchiaino di farina con burro a piacere. Togliere il coniglio e riportare la teglia sul fuoco basso del fornello, aggiungere la farina col burro e lasciare sciogliere mescolando delicatamente.

Affettare il coniglio e servirlo caldo con il suo buon puccino e il contorno che si desidera.

Erba del buon Enrico o spinacio selvatico
















foto www.funghitaliani.it






foto www.funghitaliani.it






ERBA del BUON ENRICO


Il nome della specie è stato coniato nel 1753, per onorare la memoria di Enrico IV, re di Navarra e poi di Francia (1589-1610), che era stato un buon protettore dei botanici del suo tempo.
L'erba buon Enrico,oppure spinacio selvatico o come nel bergamasco parùch, prende il nome da Enrico IV di Francia detto il grande, alias Enrico III di Navarra.
Re Enrico, aprì i cancelli del parco reale alla popolazione affamata, che trovando un erba selvatica molto buona per sfamarsi, in segno di riconoscenza verso il re la chiamarono "erba buon Enrico". Viene usata ancora oggi per fare gnocchi, strangolapreti tagliatelle ed i pizocher di cugol
Il nome scientifico dell’erba Chenopodium bonus-henricus L. o più semplicemente spinaci selvatici o spinaci di montagna che si trova frequentemente intorno alle malghe di montagna e nei luoghi di riposo del bestiame, dove maggiore è l’apporto di sostanze nitrofile, è chiamata anche parüch o farinèi o farinuccia o farinella a causa della granulazione bianca e farinosa molto abbondante al di sotto delle foglie, specialmente quando la pianta è giovane
E' proprio la forma delle foglie a dare il nome alla pianta, infatti Chenopodium significa "piede d'oca".
Elevato è il contenuto di ferro. Cresce nella zona alpina in terreni azotati.500-2100 m.

Angelicamia







Angelicamia guarnita








Angelicamia intrecciata









Salamotto angelicamia tagliato a metà





ANGELICAMIA 03.05.08

Impasto
500 g pasta di pane
350 g farina 00
2 cucchiai colmi di zucchero
125 g burro cremoso Granarolo
2 uova
10 g lievito di birra
50 g latte

Guarnizione e farcia
glassa pronta al cacao paneangeli
gocce di cioccolato
50 g burro fuso intiepidito
Sciogliere il lievito nel latte.
Mettere nell’impastatrice la pasta di pane allargata, la farina, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente le uova e il latte con il lievito.
Lasciare incordare e poi lasciare lievitare nello stesso boccale dell’impastatrice per 2 ore circa. (ho messo attorno una copertina di lana perché ho la cucina molto fredda).
Versare l’impasto raddoppiato durante la lievitazione sulla spianatoia leggermente infarinata e stenderlo a rettangolo.
Spennellarci sopra il burro fuso e distribuire gocce di cioccolato a piacimento.
Arrotolare a salamotto stretto, poi tagliarlo a metà per il lungo lasciando attaccata una delle estremità e intrecciare o sovrapporre a treccia le due gambe formate dal taglio.
Dare la forma tonda a ciambella col buco e trasferirla sulla placca per dolci ricoperta
da carta forno.
Coprire a campana con un recipiente e lasciare lievitare ancora un’ora.
Scaldare il forno a 180°, togliere la campana dal dolce e infornare per 40/45 minuti circa, la prova stecchino non guasta mai.
Lasciare intiepidire, sciogliere la glassa al cioccolato e ricoprire l’angelica.
Raffreddare e … gnam gnam !

Questa Angelicamia, è stato un esperimento fatto per il mio compleanno.
… causa dietaperennedipendente non potevo fare un dolce dolce e desideravo qualche cosa che andasse bene da inzuppare poi a piccole quantità nel caffè d’orzo del mattino.
1° mi è uscita un’Angeliconamia più grande del piatto della pizza
2° non era per nulla dolce
3° era più un panebriosciato che briosc

Peccato per le gocce di cioccolato che erano tantine (per me), queste mi hanno trattenuto dal mangiarne qualche fetta in più

… sono stata brava ?

domenica 18 maggio 2008

Ma che belli ..........















Chiesetta di Socchieve










Genziene foto scattata a casa di un'amica










Quadrifogli raccolti a Socchieve











Balcone fiorito di Socchieve











... fiori di Socchieve

Capùt ... cavolo cappuccio o crauto



Se non si è capito, i giorni scorsi, ad un convivio con gli amici, ho preparato la polenta con il fagiano alla Olimondo (ricetta della mia amica Olimpia).
Per accompagnamento, non poteva mancare un buon cavolo cappuccio (crauto) ben condito e un buon formaggio Montasio da tavola (di 3 e 6 mesi ... c'è differenza e quindi si servono in tavola tutti e due).
Anche in Friuli c'è il detto che vi riporto in milanese:
la buca l'è minga straca se la spussa minga de vaca
... e cioè la bocca non è stanca se non puzza di formaggio che è un prodotto della vacca-mucca !
CAPUT - cavolo cappuccio o crauti
1 cavolo cappuccio
olio e aceto q.b.
sale e pepe q.b.
Tagliare il cavolo cappuccio molto sottile con la mandolina.
Condirlo con olio, aceto, sale e pepe q.b.
Da accompagnare alla polenta.

Fagiano alla Olimondo












FAGIANO alla OLIMONDO

1 fagiano a pezzi
6 bacche di ginepro polverizzate
burro q.b.
1/2 bicchiere di pinot grigio
1 mestolo di brodo di polenta
In una casseruola che lo contenga senza sovrapporlo, appoggiare il fagiano (dal lato della pelle).
Cospargere bene con fiocchetti di burro e bacche di ginepro.
Mettere il coperchio e avviare la cottura sul fuoco molto basso.
Appena il burro si è sciolto tutto, rimuovere delicatamente i pezzetti di fagiano e arrostirli per bene da tutti i lati.
Aggiungere 1/2 bicchiere di pinot grigio e lasciar sfumare dolcemente.
Cuocere per 30 minuti circa.
Se necessario, spegnere il fuoco e attendere il brodo di polenta.
Versare nel tegame il brodo di polenta e cuocere piano ancora una decina di minuti.



IL BRODO DI POLENTA
Appena si è versata tutta la farina nel paiolo, e poco prima di mettere sopra la retina paraschizzi, prelevare con il mestolo, il brodo necessario e versarlo in una scodella.
Questo brodo è formato da acqua e farina non ancora addensata.

In Carnia si usa molto questo brodo per addensare intingoli, a volte lo preparano apposta versando un pochino di farina di mais in un pentolino con l'acqua salata.

Polenta con farina di Socchieve






taglio della polenta con lo spago








polenta perfettamente tagliata
... sembra un'opera d'arte





POLENTA
1/2 kg farina per polenta di Socchieve
2 lt di acqua
sale

Portare ad ebollizione l'acqua salata e, appena inizia a fremere, versare la farina a pioggia e mescolare contemporaneamente con una frusta a mano.
Appena è versata tutta la farina, appoggiare sul paiolo una retina in modo che i blob in ebollizione non si spanteghino per tutto il fornello.
Appena l'acqua è stata tutta assorbita dalla farina, cominciare a mescolare con la mescola di legno.
Mescolare e prima di togliere il bastone dare una spaccata a metà al composto, (questa operazione serve per cuocere uniformemente la polenta). (questa spaccata si richiude piano piano da sola).
Dopo un quarto d'ora circa, abbassare un poco il fuoco del fornello e continuare la cottura per 40/45 minuti circa.
Versare la polenta sul tagliere e tagliarla con lo spago sottile, che di solito rimane arrotolato (dopo l'uso), al manico del tagliere stesso.
La polenta non va mai tagliata con i coltelli normali, perciò ho anche il coltello di legno apposta per l'uso. che alterno allo spago, secondo la consistenza della polenta stessa.


La farina di mais di Socchieve è macinata ancora a pietra nel mulino del paese.

Antica osteria al puint di Priùs















Antica Osteria S.Francesco
ora abitazione privata









Lillà







Lillà particolare







Lillà particolare







Fiori spontanei







Fiori spontanei





Ho fatto in tempo a frequentare questa osteria ...
Al ritorno da una bellissima passeggiata che facevo spesso con amici, ci fermavamo a riposarci e a bere qualche cosa di fresco.
Da qualche tempo è un'abitazione privata, ed è abitata da una simpatica famiglia.
Ho chiesto il permesso di fotografare questo bellissimo lillà, per il particolare colore intenso, di solito il colore è tendente al blu sbiadito o bianco.

I miei fiori














... sembra il brutto anatroccolo !
tulipano solitario nel cortile
dell'asilo







mammole - crescono spontaneamente
in una fessura tra il muro e l'asfalto





orticello che sistema mio cognato
... sembra il giardino del rè








altro pezzetto di orticello




bordura di fiori



particolare










altro particolare






vaso in mezzo ai fiori