Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

martedì 1 luglio 2008

Pasta fredda peperoni e ............










PASTA FREDDA PEPERONI e ……….
per 1 persona
50 g pennette
1 acciuga dissalata
5 capperi dissalati
prezzemolo
foglie di basilico
1 spicchietto di aglio
1 cucchiaio di pane grattugiato
Bruciacchare i peperoni sotto il gril del MO (Microonde), metterli in un sacchetto di carta e lasciarli raffreddare. Togliere la pellicina, tagliarlo a falde, scartare i semini e le costolette bianche, tagliarlo a fettine sottili e metterle in un piatto fondo
Mentre cuoce la pasta in abbondante acqua salata, stemperare in pochissimo olio e poca acqua di cottura l’acciuga dissalata.
Lasciarla sciogliere e aggiungere un trito di prezzemolo aglio e basilico a piacere ben tritati mischiati ad 1 cucchiaio di pane grattugiato.
Scolare la pasta (tenere a parte un poco della sua acqua di cottura) e versarla sui peperoni.
Condire con il sughetto di acciuga ecc, 1 cucchiaio di olio e 1 o due cucchiai di acqua di cottura per ammorbidire il tutto. Aggiungere anche i capperi dissalati.
Mescolare bene e lasciar riposare almeno due ore (se preferite mettetela in frigorifero)


E allora ditelo che vi piacciono i paciughi pesanti …
A dieta perenne sono !, quindi poco condimento miiìììì

Pasta fredda wurstel e ...












PASTA FREDDA WURSTEL e ……..
250 g tortiglioni
wurstel di media grandezza
ricotta affumicata grattugiata o una piccola scamorza
1 cucchiaio di senape
olio ex v q.b.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e versarla in una terrina, date un giro di olio, mescolate e lasciate raffreddare.
Intanto tagliate i wurstel a rondelline e grattugiate la ricotta con la grattugia dai fori grandi oppure tagliate le scagliette con la mandolina.
In una ciotolina stemperare la senape con l’olio e quando la pasta è fredda versarla sopra, insieme allo speck e la ricotta.
Mescolare e lasciar amalgamare gli ingredienti per un’ora circa.

Pasta fredda e speck













PASTA FREDDA SPECK e ……….

Per 4 persone
250 g eliche
150 g speck tagliato a fiammifero
1 piccolo vasetto funghetti sott’olio scolati
rucola a piacere
120 g formaggio Montasio stagionato a scagliette (oppure Trentingrana)
Cuocere la pasta in acqua salata, scolarla, versarla in una terrina ungerla con olio, mescolare e lasciarla raffreddare.
Infine unire lo speck tagliato a fiammifero (o se preferite jukulienne)
I funghetti scolati, la rucola spezzettata a mano e le scaglie di Montasio preparato a scaglie.
Condire con buon olio, mescolare e lasciar riposare almeno un’ora.

lunedì 30 giugno 2008













Di tutto e di più, ricette simpatia & C

http://ilcortiledellematte.easyfreeforum.com/

Sito foto tagli di carne













Indirizzo sempre utile ...

se vi interessa conoscere i vari pezzi di carne, guardate qui:

www.manzonline.com/naviga.asp?contiene=lastoria

Lo sò, ci sono tanti altri siti, ora però avevo urgenza e ho trovato questo.

Crema di funghi porcini









Non ho tempo per pubblicarvi il bellissimo porcino di 7 hg trovato da mio figlio l'estate scorsa. Bellissimo, integro, non aveva un animaletto, un vero gioiello. Appena avrò più tempo a disposizione cercherò la foto con calma.


CREMA AI FUNGHI PORCINI

Per 4 persone

500 g funghi porcini
3 patate
150 g porri
3 dl panna liquida
brodo vegetale

Sciogliere il burro in una pentola, unire il porro tagliato a rondelline e tostarlo per un paio di minuti.
Aggiungere le patate tagliate a cubetti, i funghi tritati sottili ed il brodo di verdure.
Cuocere 30 minuti circa e passare al setaccio o al minipimer.
Riportare a bollore, unire la panna e un giro di pepe se piace, mescolare bene e servire con crostini di pane saltati in padella con burro fuso.

Alle 5 della sera di Garcia Lorca













Credo che sappiate tutti più o meno cosa sono i tormentoni dei siti di cucina, vero ???

Ebbene nel lontano 15 gennaio 2005, giornata lunga e freddolosa, stavo cucendo e rammendando tutte le cosette rimaste arretrate e la mia testolina navigava su tutto quello che era apparso nei vari siti nei giorni precedenti con la frenesia delle feste di Natale e capod'anno ...

tormentoni di questo e di quello ... ho appoggiato il lavoro, ho cercato la poesia che più tormentone non poteva essere, e su di essa ho costruito la poesia del mondo culinario ...

sono sciocchezzuole, che sono servite a ravvivare e ringalluzzire tutte le ragazze di buona volontà che cercano e sperimentano ricette in cucinait.

Spero che vi divertiate anche voi.

ALLE CINQUE DELLA SERA
di Garcia Lorca

Alle cinque della sera.
Eran le cinque in punto della sera.
quando tutte s’attaccaron a Cucinait
per i copia-incolla e incolla.copia,
alle cinque della sera.
Una sporta di ricette copincollate
caricarono sulle spalle
per portarle alla magione,
alle cinque della sera.
Poi la spesa di volata nei negozi sotto casa
e or via in tutta fretta con l’affanno assicurato,
alle cinque della sera.
La creatività dei principianti
mette euforia in tutti quanti,
alle cinque della sera.
E in cucina scoppiò il casotto
pentoloni, mestolini, tegami e forchettoni
tutti sparsi qua e la,
alle cinque della sera.
Già spignattano felici le pulzelle e i giovanotti,
spellan qua, disossan là
alle cinque della sera.
E una coscia di tacchino lardellata,
inzaccherata di buon rafano e vinello,
ora cuoce sul fornello,
alle cinque della sera.
Cominciano a rombare i Bimby e i Braun k3000
alle cinque della sera.
E i brusii del bel Kenvood sembran campane
lustrate a festa,
alle cinque della sera.
E pure altrove il Kitchenaid allegro
impazza e impera,
alle cinque della sera.
Sol chi ha passion del cucinare ha il cuore alto
e sembran volare,
alle cinque della sera.
Quando … orrore ! sudan freddo per la fillo,
l’han scordata e serve urgente,
alle cinque della sera.
La cucina è profumata di vivande a profusione
or più niente Baklavà – Spanakopita o Tiropitakia
la fillo non si trova, chi l’ha vista ???
Alle cinque della sera.
Alle cinque in punto della sera.

E’ la morte !
è troppo tardi, si cambia tutto
ma che si fa senza la fillo,
alle cinque della sera.
Le padelle già borbottano,
tutto in casa è odoroso,
mò ci penso e presto è fatto,
alle cinque della sera.
Prendo il toro per le corna
ora faccio la ciambella,
quella soffice o all’olio
in mille modi collaudata …
e se ha il suo buco è assicurata,
alle cinque della sera.
La cucina or s’ irraggia di speranza
orsù, la parmigiana o il buon pasticcio,
alle cinque della sera.
Da lontano vien fragranza di bechamella,
ma sarà la bechamella o la balsamella,
alle cinque della sera.
Con il latte o con il brodo ?
latte o brodo caldo, o da scaldare,
alle cinque della sera.
Buon Bigazzi dove sei ?
tu non cuoci queste cose ,
nemmeno …
alle cinque della sera.
Io lo faccio e rifocillo le cavallette
… ecco fatto … spazzolato ….
or son felice e son beato
dopo aver tanto cucinato,
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Ah, che terribili cinque della sera !
Eran le cinque a tutti gli orologi !
Eran le cinque in ombra della sera !

Anche il toro nell’arena,
si è lasciato cucinare gli zebedei,
alle cinque della sera !

Amleto di Shakespeare













Benedetti figli, si ha sempre un occhio aperto e la testa molto vigile quando sono fuori e, in attesa che tornasse la pargola di notte, ho scritto questa libera interpretazione sul testo dell'Amleto di Sachespeare.

La baggianata l'ho poi pubblicata sul sito http://www.cucinait.com/ in un momento in cui il sitarello era spoglio ... con gran diletto per le poche rimaste.


LIBERA INTERPRETAZIONE dell’AMLETO di Shakespeare

Manitoba o non Manitoba;
questo è il problema;
se sia nobile per i pani ed evitare che sian sassi,
o spatasciati dalla oltraggiosa sfiga,
o prendere sol farina 00 o di semola rimacinata
affrontando le pagnotte per vincere la partita.

Chiaro – scuro –
Nulla più;
E con un sospiro dire
che mettiamo fine ai soliti mattoni
e ai miseri pastrocchi che sono
il natural retaggio del fai da te,
è soluzione da augurarsi a mani giunte.

Morbido – duro –
Morbido: sognarlo forse; è qui l’intrigo.
Perché in quel sogno del pane morbido,
quali sogni saranno più belli
quando il gusto è appagato e non rovinato.

E qui è appunto la paura
che tanto prolunga la nostra ansia;
chi altrimenti vorrebbe sopportare le risate
e gli sfottò delle amiche;
le malignità degli estimatori;
le contumelie dei più bravi;

e le pene degli amori tuoi che ti vedono infelice;
le more da salasso del borsellino che piange
per pagnotte finite in pattumiera;
l’alterigia dei bravissimi;
i calci in faccia che ti prendi dai mediocri,
quando di mano propria si possono saldare
i conti con il semplice matterello .

Duro –
Chi vorrebbe caricarsi le spalle di farina
affannandosi e sudando
nei rinfreschi della madre acida,
con il terrore del bimbo che muore;

esperimenti inesplorati, dai cui lidi
mai nessun principiante fece ritorno;
a intralciare la nostra volontà
e a consigliarci di tentare di nuovo
piuttosto che cambiare,
si metton tutti i cucinieri e le cucinande.

Così fu che anche il Mulino trovarono sotto casa
e con la nebbia, la neve, la pioggia o il solleone
migrarono in massa in cerca
della manitoba, la 00, la semola e quant’altro;
sbagliaron strada
fecero percorsi tortuosi
tormentarono giorni e giorni per le coordinate
e infine tornaron tutte con i loro trofei,
al pari di un felice Nababbo
uscito da Tiffany, da Bulgari o da Speck.

La strada c’è
È il Molinetto della Guardia dei F,lli Bianchi
Via S. Francesco d’Assisi – CORSICO (Milano)
Volete anche il telefono ?
eccolo qua 02 45700160

Basta poco per farci felici …
pane bianco
pane scuro
questo è il problema.

È meglio a mano o con la macchina ?
alveolato, semolato, sciocco a pasta dura
questo è il problema !

Ommmaaamaaaaa che tormentoneeee !!!!
Grazie Amleto !

Rapine













Eeellaleleeee !!! mica ho rapinato nessuno :))))))))

Questa è una qualità di rape rosse piccole, che sono ottime in insalata. Sino ad ora le ho sempre trovate solo in Friuli, chi le avesse viste a Milano, me lo segnali per cortesia.

RAPE PICCOLE ROSSE

Quantitativo a piacere

Lavare le rape, metterle nella pentola a pressione, coprirle d'acqua fredda e aggiungere un poco di sale.

Chiudere il coperchio e, dal fischio della pentola, cuocerle per 20 minuti. Spegnere il fuoco, lasciar sfiatare la pentola, togliere il coperchio e lasciarle raffreddare nella loro acqua.

Spelarle, e metterle in una terrina tagliate a fettine sottili.

Salare, pepare e condire con olio e aceto.

** volendo arricchirle di sapore, spremere uno spicchietto d'aglio, oppure rondelline di cipollotto fresco.

A chi piace piccante provi a mettere un puntina di Bomba, vedere qui http://ilfogolar.blogspot.com/search/label/Pasta%20fresca%20e%20gnocchi

e andate anche a vedere il sito di Silvestro mi raccomando !

Stella di Natale











MIRACOLI DELLA NATURA




Pensavo di dover buttare la Stella di Natale perchè erano rimasti solo gli stecchi ...
Mi sono dovuta ricredere, a Pasqua era così !






Anche la mia Stella di Natale ha gradito il clima montanaro ... nell'intercapedine della finestra della cucina, ha ripreso tutto il suo splendore ... spero che resista sino al prossimo Natale pimpante e rigogliosa.

Piattoni











Piattoni, cornetti piatti, tegoloni, tegoline piatte e tanti altri nomi più o meno dialettali, ma semprealla famiglia dei fagiolini o cornetti ... appartiene

PIATTONI

Quantitativi a piacere
fagiolini piattoni
pomodorini ciliegini
aglio
poco prezzemolo
basilico
olio consentito a fine cottura
dadino liebig con pochi grassi
sale e pepe q.b.
In un tegame che li contenga bene, rosolare l’aglio (togliere il germoglio interno) in poca acqua con il dadino liebig.
Quando il dadino è sciolto, appoggiare sul fondo della caseruola i pomodorini ciliegini tagliati a metà e sopra appoggiare i piattoni.
Versare un mestolo di brodo vegetale, coprire e cuocere piano per mezz’ora circa.
Mescolare di tanto in tanto, aggiustare di sale e pepe e aggiungere piano e poco per volta brodo vegetale caldo finchè i piattoni saranno cotti. (30.40 minuti in genere sono sufficienti).
Se il sughetto rimane liquido, alzare la fiamma e mescolare spesso, finchè il sughetto si sarà ristretto.
Versare nei piatti come contorno e aggiungere un poco di olio (consentito dalla dieta)

Polenta bianca











E' una foto frettolosa, quelle belle sono andate perse (vedere giraffate).

Anche la polenta bianca la mangiamo volentieri bella soda, se la preferite più tenera, mettete più acqua già in partenza.


POLENTA BIANCA

per 6 persone
1/2 kg farina granoturco bianca per polenta
2 lt acqua
sale

Portare a ebollizione l'acqua con il sale.
Appena l'acqua inizia a fremere, versare la farina rimestandola con una frusta a mano in modo che non si formino grumi.
Appoggiare sopra al paiolo una reticella paraspruzzi, in questo modo non vi ritroverete il fornello inzaccherato.
Appena l'acqua è stata assorbita dalla farina, cominciare a mescolare con il bastone della polenta.
Il fuoco deve rimanere medio alto per una mezz'oretta, poi abbassare un poco per altri 10 minuti (in tutto 40 minuti di cottura).
Rovesciare la polenta sul tagliere di legno e, se tutto va bene vi rimarrà la calotta formata dalla crosta della polenta che vi potrà servire come contenitore degli spezzatini o altro. (un modo diverso per servire la pietanza.
Bom apetit


Aggiornamento del 19.07.08





























Coniglio gustoso























CONIGLIO GUSTOSO
1 spallotta di coniglio (per intenderci è la gamba anteriore)
10 spicchi di aglio
1 ramo di rosmarino (ruspante … molto profumato)
pomodorini ciliegini a piacere
10 capperi dissalati
birra chiara forte
sale
olio solo a crudo sul sughetto
In una casseruola che lo contenga, appoggiare la spallotta di coniglio.
Distribuire sopra il gambo di rosmarino spezzettato e gli spicchi di aglio sbucciati.
Coprire quasi a filo il coniglio con la birra, salare leggermenre, appoggiare il coperchio e accendere il fuoco.
Cuocere a fuoco medio basso per 20 minuti circa.
Togliere dal tegame il coniglio , appoggiarlo su un piatto e togliere i rametti di rosmarino.
** (questa operazione è un poco antipatica, poiché gli aghetti in cottura, tendono a staccarsi).
Schiacciare l’aglio con i rebbi della forchetta sino a renderli come una cremina.
** (non preoccupatevi, se usate l’aglio nuovo o se avete l’accortezza di togliere il germoglio che c’è all’interno di quello vecchio, la cremina risulta saporita, inodore e digeribile)
Riappoggiare il coniglio nel tegamino sopra alla cremina d’aglio, cospargere con i capperi dissalati e con i pomodorini tagliati a metà.
** (per i pomodorini non c’è un quantitativo preciso, dipende se lo considerate come contorno di verdure o solamente per dare gusto alla preparazione).
Portare a cottura, restringere il sughetto e servire.

Il prevosto













IL PREVOSTO

Il nuovo prevosto della parrocchia era agitatissimo per la sua prima messa e quasi non riusciva a parlare.
Completamente nel panico domandò all'Arcivescovo come poteva fare, dato che perfino le gambe non gli reggevano più dalla tensione.
Questi gli suggerì di farsi un bicchierino di grappa prima della messa, per rilassarsi, come fece lui a suo tempo. Cosi fece. Si sentì cosi bene che avrebbe potuto fare la predica in mezzo a una tempesta. Quando tornò in canonica, trovò la seguente lettera dell'Arcivescovo:

"Caro don Angelo, qualche appunto spicciolo :

- Io le avevo detto UN BICCHIERINO di grappa, non mezza bottiglia!

- La manica della tonaca non deve essere usata come tovagliolo.

- Ci sono 10 comandamenti e non 12.

- Ci sono 12 discepoli e non 10.

- I vizi capitali non sono i peccati degli abitanti di Roma.

- Non ci si riferisce alla croce come "quella grande T di legno".

- Non ci si riferisce a Gesu Cristo e i suoi discepoli come "J.C. e la sua rock band".

- Non ci si riferisce a Giuda come "quel figlio di puttana ", e sua madre e suo padre non erano rispettivamente una zoccola e un ricchione.

- Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono "Il Vecchio, Junior e il fantasmino".

- La toilette dove ha orinato a metà messa in realtà era il confessionale... e non è bello bestemmiare perchè non hanno messo lo sciacquone.

- L'iniziativa di chiamare il pubblico a battere le mani è stata lodevole, però ballare la macarena e fare il trenino mi pare esagerato.

- L'acqua santa serve per benedire e non per rinfrescarsi la nuca sudata.

- Le Ostie vanno distribuite ai fedeli che si comunicano, non devono essere considerate alla stregua delle patatine come antipastini e accompagnate dal vin santo (a tal proposito, non sta bene mettere limone e zucchero sul bordo del calice).

- Quello sulla croce, anche se con la barba assomiglia a Che Guevara, è Nostro Signore Gesù Cristo.

- Cerchi di indossare le mutande, e quando ha caldo eviti di rinfrescarsi tirando su la tonaca.

- I peccatori quando muoiono vanno all'inferno, non " a farsi fottere".

- La messa deve durare 1 ora circa e non due tempi da 45 minuti, e quello che girava vestito di nero è il sacrestano, non "quel cornuto dell'arbitro"

- Quello che le stava seduto a fianco ero io, il suo Arcivescovo, non "...una checca in gonna rossa"

- La formula finale corretta e' " La Messa e'finita, andate in pace" e non " Che mal di testa, andate tutti fuori dai coglioni".

Per il resto, mi pare andasse abbastanza bene.

L'Arcivescovo.

Baggianate - nuova cartella












Vi ho già detto che ho aperto questo blog come un archivio e perciò aggiungo questa cartella per tenere raccolte quelle che chiamo le mie baggianate o corbezzolerie, come preferite.
A volte mi frullano delle simil-poesie ... (magari fossi poetessa) le scrivo di getto su un foglio che poi rimane in qualche meandro in mezzo ai libri e non le ritrovo più.
Ora potrò conservarle qui raccolte, non sono nulla di particolare però mi ricordano sempre dei momenti felici.
Oppure ci sono altre baggianate che mi piace tenere a portata di mano ed ecco che il mio blog me le custodisce.
Non siete obbligati a leggere naturalmente, tuttavia se qualche cosa vi strappa un sorriso, questo mi rende felice.












ALICE FLAT


Un altro collo lungo lungo lo tirerei volentieri ai gestori di Alice (internet per intenderci).
Per alcuni anni tutto è filato liscio … da un anno a questa parte, da quando hanno aumentato la velocità (penso io), ho subito un disagio continuo da innervosire anche un bufalo.
Ogni 3 per 2 la linea si interrompe, sul monitor appare il numero dell’errore (sempre il solito) –
Telefoni, aspetti 3 giorni per il collegamento a internet … quando ti va bene e se ti lamenti ti dicono di telefonare e di farti depennare dall’abbonamento le giornate di interruzione.
Bene, per quei pochi giorni di passaggio a Milano sono rimasta appiedata di internet un’altra volta.
Abbiamo telefonato giovedì mattina (26/6) e stamane lunedì (30/6) ancora nulla.
Durante la telefonata di sollecito infuocata , seraficamente ti vengono a dire che ci sono lavori in corso sulla linea.
Avvertire i clienti con una mail … nò vero ???
Già, loro si parano quel che non prende il sole con la solita manfrina:
si faccia stornare le giornate… comodo vero ??? ma loro sul contratto hanno garantito un servizio che pago regolarmente, che razza di servizio è ???
Giraffate, evabbè, questa è un’altra.