Foto mia

Foto mia
Lavoro amigurumi eseguito dalla mia amica di Ampezzo, Alda Varnerin. Ha mani veramente d'oro, i suoi lavori sono sempre precisi.

sabato 4 ottobre 2008

Minestra d'orzo "panicia"








Altra vecchia ricetta d'altri tempi, alla quale vengono accostati i tirtlen e i tutres.

Buona, rinfrescante, molto energetica


MINESTRA D'ORZO - "Panicia"

Ingredienti:

100 g di speck
100 g d’orzo perlato
un litro e tre quarti d’acqua
200 g di carne affumicatauna
piccola cipolla
una carota
mezzo porro
una patata
un gambo di sedano piccolo
sale

Tagliare a dadini lo speck, friggerlo in una grande pentola, unire l’orzo lavato e riempire la pentola d’acqua.
Aggiungere la carne affumicata e cuocere lentamente per 2 ore.
Mezz’ora prima della fine della cottura, versare nel brodo le verdure tritate finemente e terminare la cottura.
Togliere dal brodo la carne, tagliarla a pezzetti e rimetterla in pentola.
Aggiustare di sale e servire ben caldo.

*** chi lo preferisce, spolvera con una generosa manciata di Grana Trentino

Tutres












TIRTLEN O TUTRES ?
sono la stessa cosa, dipende dalla località in cui vi trovate, sono comunque preparazioni del tirolo, che ho avuto modo di provare sui luoghi e di cucinare personalmente.
Gli ingredienti ve li do precisi come li hanno dati a me a suo tempo

TUTRES

Per l'impasto
250 g di farina di segale
250 g di farina di frumento
2 uova,
sale
30 g di burro fuso
strutto

Per il ripieno
200 g ricotta
100 g di patate lesse grattuggiate,
cipolla,
erba cipollina,
sale.
Nella ricetta originale le “tutres” si riempiono con un ripieno di ricotta e patate.

Per l'impasto:
Impastare gli ingredienti edaventualmente aggiungere tanta acqua tiepida quanto basta per ottenere un impasto liscio e non troppo duro.
Lasciare riposare l’impasto per circa un’ora.
Formare un salamotto del diametro di cm 5 e tagliare dei dischetti che poi verranno stesi sino a raggiungere la grandezza di un piattino da dessert.
Appoggiare nel centro un’adeguata quantità di ripieno di patate e ricotta e sovrapporre con altro dischetto di pasta.
Chiudere bene i bordi per fare aderire l’impasto.
Friggere nello strutto sino a cottura.

Per il ripieno di patate e ricotta:
Impastare bene 200 g ricotta con 100 g di patate grattuggiate e lessate brevemente, la cipolla tritata cruda, l'erba cipollina tagliata dine cruda, il sale.

Altro ripieno spinaci e ricotta:
Rosolare brevemente gli spinaci lessati e tritati in poco burro, salare, pepare e grattare un poco di noce moscata.
Quando sono raffreddati gli spinaci, uniteli ai 200 g ricotta setacciata, mescolare e riempire le tutres.

Spesso le tutres vengono servite con una minestra d’orzo.

Tirtlen ai crauti








TIRTLEN O TUTRES ?
sono la stessa cosa, dipende dalla località in cui vi trovate, sono comunque preparazioni ladine dell'Alto Adige, che ho avuto modo di provare sul posto e di cucinare personalmente.
Sono un ottimo primo oppure si servono come contorno ad un secondo.
Gli ingredienti ve li do precisi come li hanno dati a me a suo tempo, non ultima è l'importanza della farina, con quella di segale si ricostruisce il vero sapore del Tirolo

TIRTLEN ai CRAUTI
per la pasta:

250 g farina di segale
250 g di farina
2 uovasale
30 g di burro fuso
acqua tiepida

per il ripieno:
1/2 kg di crauti
1 piccola cipolla
40 g di burro
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di vino bianco
2 bacche di ginepro
5 grani di pepe
una punta di cumino
sale, pepe
olio per friggere

Per la pasta
Mischiare le farine e impastarle con le uova, il sale il burro e tanta acqua tiepida quanto basta.
Lasciare riposare l’impasto per circa un’ora.
Con l’impasto preparare un salamotto di circa 3 cm di diametro, schiacciarli col mattarello sino a raggiungere 10 cm di diametro.

Per il ripieno
In un pentolino col burro soffriggere la cipolla tritata, spolverare di farina, versare il vino bianco, lasciare addensare.
Unire i crauti con gli aromi e stufare il composto per mezz’ora.
Quando il ripieno si sarà raffreddato, prelevatene dei mucchietti, e appoggiateli su metà dei dischetti ottenuti .
Appoggiate sopra l’altra metà del dischetto e chiudere molto bene.
Soffriggere i tutres nell’olio bollente.


venerdì 3 ottobre 2008

Tegliata di porri rape e zucca













TEGLIATA di PORRI RAPE e ZUCCA
350 g Rape
250 g Polpa Di Zucca
250 g Porri
timo fresco
2 cucchiai sesamo o papavero
olio
sale

Tagliare a fettine la polpa della zucca.
Metterle su un foglio d’alluminio, salarle, spolverarle con foglioline di timo, chiudere il cartoccio e
Cuocere in forno a 200° per mezz’ora circa.
Pulire rape e porri, tagliarli a rondelle e cuocerli in una padella con l’olio.
Alla fine unire la zucca e lasciare insaporire per bene.
Spolverare con i semi di sesamo e irrorare con un filo di olio.

Casunziei ravioli ampezzani di patate











CASUNZIEI ravioli AMPEZZANI di PATATE

Per il ripieno
400 g di patate
1 cipolla tritata finemente e rosolata a parte in un tegame
1 noce di burro
1 cucchiaio di formaggio grattugiato
1 pizzico di sale
pepe e noce moscata


Per la sfoglia
1 barbabietola media passata al setaccio e sgocciolata
2 uova
farina quanto tira (circa 400 g
Per il condimento
Uguale ai ravioli sopra descritti

Per il ripieno, impastare le patate setacciate con la cipolla tritata finemente e appassita nella noce di burro a parte e il formaggio con sale pepe e noce moscata.
Se avete tempo, lasciate riposare il composto.
Preparare la sfoglia con la farina (quanto tira con la barbabietola), le uova e la barbabietola passata al setaccio o al passaverdura e lasciata scolare per bene.
L’impasto deve essere liscio ed elastico, come la normale pasta sfoglia, perciò con la barbabietola i quantitativi non possono essere precisi.
Cuocerli in acqua salata 10 minuti e condirli con il burro fuso, il formaggio e i semi di papavero.

Casunziei ravioli ampezzani alle barbabietole












CASUNZIEI AMPEZZANI alle BARBABIETOLE - i classici
Per il ripieno
600 g. di barbabietole lessate
50 g. di burro
100 g. di ricotta
2 uova
30 g. di pangrattato

Per il condimento
100 g di burro fuso (quando prende il colore nocciola)
50 g. di formaggio Carnia grattugiato
2 cucchiai di semi di papavero
sale - pepe.Per la sfoglia
400 g. di farina
2 cucchiai di acqua
3 uova

Preparate la sfoglia impastando gli ingredienti con un po' di sale sino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.
Lasciare riposare per ½ ora.
Mettere ad appassire con 50 g di burro a fuoco basso, le barbabietole pulite e tagliate a dadini e man mano che si asciugano schiacciale con una forchetta.
Ottenuto un bel purè, a fuoco spento e quando sono quasi raffreddate, unire le uova, il pangrattato, la ricotta, il sale e il pepe.
Amalgamare sino a ottenere un composto morbido e omogeneo.
Stendere la pasta sottile e con un bicchiere o con un coppapasta, tagliare dei dischi di sfoglia.
Al centro di ognuno sistemare un po' di ripieno e ripiegare l’involucro di pasta, per formare ravioli a mezzaluna.
Lessare i ravioli per 10 minuti in acqua, scolare e servire con il rimanente burro fuso, i semi di papavero e il formaggio grattugiato.
Se non trovate il formaggio Carnia, potete sostituirlo con il Montasio stagionato o con il classico parmigiano.

Cappellacci di zucca ferraresi

02/11/04 Oggi a Geo & Geo, hanno fatto vedere come si fanno i Cappellacci di Zucca Ferraresi ...
questa era la frase con la quale ho inserito la ricetta quattro anni fa su alcuni forum di cucina.
Ora sono diventati una leccornìa da ripetere almeno un paio di volte all'anno.



CAPPELLACCI di ZUCCA FERRARESI

Ricetta del 1584 preparati per la prima volta dal Frate Cuoco degli Estensi di Ferrara

Per la sfoglia che deve essere tirata sottile:
3 hg farina
3 uova sale (nella casina)

Ripieno per cappellacci
Zucca violina ferrarese
parmigiano noce moscata
pane grattugiato
sale q.b.

Dopo aver tirato la sfoglia molto sottile mettere l'impasto e chiuderli come da disegno allegato. Cuocere la zucca tagliata a pezzi in forno, togliere la buccia e passare allo schiacciapatate, unire parmigiano e noce moscata, se l'impasto del ripieno fosse troppo bagnato, mettere un poco di pane grattugiato.
Niente altro.

Cuocciono in 3 o 4 minuti

Disegno 1 - ritagliare la sfoglia in quadrati di cm 10 x 10
Disegno 2 - mettere il ripieno e chiudere il quadrato a metà
Disegno 3 - sovrapporre i due angoli del lato più lungo
Disegno 4 - cappellaccio finito visto dall'altro lato

I signori architetti sono pregati di non ridacchiare ..... ma a me fa tanto comodo avere disegni o fotografie di quello che faccio !

Ravioli con patate e speck


Questi ravioli sono tipici del Friuli - Alto Adige, per confezionarli uso questi aggeggi che sono di diverse misure, taglio la pasta, metto un poco di ripieno e chiudo l'aggeggio schiacciandolo bene.
Si formano così le mezze lune già sigillate.


RAVIOLI con PATATE e SPECK

Impasto per 4 persone
100 g farina 00
120 g semolino duro fine
2 uova acqua sale

Ripieno
400 g di patate bollite e passate
120 g cipolla ben tritata
100 g di speck in dadini piccoli
50 g formaggio Montasio stagionato grattugiato
50 g burro
Sale, pepe e erba cipollina

Condimento
120 g speck
40 g formaggio Montasio stagionato grattugiato
60 g burro brunito
Erba cipollina

Impasto
Impastare la farina, il semolino con le uova il sale e acqua quanto basta per ottenere un impasto liscio e non troppo sodo.
Lasciarlo riposare coperto da un canovaccio per 30 minuti e poi tirare le sfoglie.
Tagliare le sfoglie con una forme tonde non troppo piccola.

Ripieno
Abbrustolire nel burro le cipolle con lo speck, lasciarli raffreddare e poi unirli in una terrina con le patate, il formaggio grattugiato, il sale, il pepe e l’erba cipollina.
Impastare bene con le mani e poi prendere delle porzioni di questo preparato e appoggiarle nei tondini di pasta sfoglia.
Chiudere ogni tondino a mezza luna e schiacciare le estremità con i rebi della forchetta.

Condimento
Mettere il burro a brunire in un pentolino antiaderente
Cottura
Cuocere i ravioli in acqua bollente salata, una volta ripreso il bollore abbassare la fiamma (devono solo sobbollire).

Guarnizione del piatto
Mettere i ravioli scolati nei singoli piatti preriscaldati, guarnire attorno con speck.
Spolverare con formaggio Montasio, versare sopra una porzione di burro fuso brunito e cospargere di nuovo con erba cipollina.

Gnam gnam ! goduriosi

giovedì 2 ottobre 2008

Rambasicci - involtini di verza












Rambasicci (involtini di verza)

250 g di carne macinata di maiale
250 g di carne macinata di manzo
20 g di formaggio grattugiato
1 cipolla grandina
1 cucchiaio di pane grattugiato
Foglie di verza
brodo
olio
burro
aglio
paprika
sale e pepe

Scottare nell’acqua bollente le foglie di verza per qualche minuto scolarle e asciugarle bene.
Mettere nella terrina la carne, l’aglio, il sale e la paprika.
Mescolare bene,
Posare in modo regolare l’impasto suddiviso in bocconi sulle foglie di verza, arrotolare e legare con uno spago da cucina o fermare con degli stecchini.
In un tegame rosolare la cipolla con l’olio e il burro sino a che è imbiondita per bene.
Appoggiare gli involtini e aggiungere il brodo.
A cottura ultimata spolverare con formaggio e pane grattugiato.
*** una goduria in più, metterli a gratinare in forno finchè si è formata una bella crosticina colorata.






Patè di funghi porcini
per 4 persone
500 g funghi porcini
200 g burro
1/2 bicchiere olio
2 foglie di alloro
1 spicchio di aglio
1 bicchiere vino bianco secco
Sale e Pepe q.b.
Pulire molto bene i funghi e tagliarli a pezzetti.
Soffriggere a fuoco basso e coperti con l'aglio e l'alloro nell'olio, per 30 minuti.
Bagnare di tanto in tanto .
Salare e pepare.
Sciogliere a parte il burro in un pentolino, senza farlo friggere.
Unire il burro ai funghi, lasciare insaporire, togliete dal fuoco e lasciare intiepidire.
Passare il preparato al mixer e versare il composto in uno stampo.
Lasciate riposare per 2 h in frigorifero prima di servire.









TRIANGOLI di Rosy

1confezione di pasta sfoglia o brisè
2 salsicce
ricotta
1 patata lessa

Raccogliere in una terrina la salsiccia, la ricotta e la patata lessata schiacciata con i rebbi della forchetta, salare e amalgamare bene insieme.
Tagliare con la rotella dei quadrati o dei rettangoli, appoggiare su ognuno una nocciola di ripieno e chiudere i triangolo a forma di cornetti e i quadrati a forma di caramella.
Appoggiare sulla placca del forno, spennellare con l’uovo e infornare per 10 minuti circa.

Zucca fritta per bruschette

Foto curiosissima presa dal sito www.mondodelgusto.it Zucche in festa in Friuli


ZUCCA FRITTA per BRUSCHETTE

Mezza zucca abbastanza grossa
2 spicchi di aglio
Rosmarino
Olio per friggere
Pane da bruschetta

Togliere la buccia e i semi dalle fette di zucca preparata.
Tagliare la polpa in piccole fette non troppo sottili.
In una padella antiaderente soffriggere soffriggere nell’olio l’aglio tritato e quando sarà dorato aggiungere le fettine di zucca e lasciarle ben dorare.
Spolverare con sale, pepe e rosmarino a piacere tritato finissimo.
Mescolare e servire caldo su fette di pane abbrustolito e sfregato con uno spicchio di aglio.

mercoledì 1 ottobre 2008

Muset cotechino friulano













MUSET COTECHINO FRIULANO

Il muset è un tipo particolare di cotechino, forse il più noto degli insaccati friulani.
E' un misto di carne suina, variamente aromatizzata e insaccata dopo essere stata macinata.
Il muset è composto anche da carne magra del muso del suino (dalla quale deriva appunto il nome), la più saporita e gustosa di tutto il suino, unitamente ad un pò di lardo sodo guanciale e cotenna.
Questo insaccato viene cotto molto lentamente a fuoco basso, immergendolo interamente e con il suo involucro in una padella contenente acqua fredda per circa 1,5 - 2 ore.Il suo gusto è eccezionale

Dopo essere stata macinata la carne viene aromatizzata ed insaccata in budella naturali. Il musetto viene confezionato in pezzature da circa 400 g.

Questo cotechino è più longilineo e piccolo rispetto al cotechino tradizionale .

Vergia chioca - verza cotta














Inizia il tempo delle verze, tutti sappiamo che questo ortaggio della grande famiglia dei cavoli fanno bene, e qui vi voglio dare due piccoli consigli che mi ha dato mia nonna e che mi tornano sempre utili.

Per le verze cotte, vanno bene quelle di primo raccolto, sono più amarognole ma basta dargli una sbollentata di alcuni minuti, scolarle e cucinarle a piacere ... diventano più digeribili.

Per le verze mangiate a crudo, tagliate fini con la mandolina, è meglio acquistarle e gustarle più avanti, quando avranno già preso i primi geli; a questo punto la verza è più dolce e si digerisce benissimo cruda.

VERGIA CHIOCA (verza ubriaca)

1 verza

250 gr di speck di Sauris

4 cucchiai d'olio ex vergine

1 cipolla

3 bacche di ginepro schiacciate

2 bicchiere di vino tocai friulano

sale

Togliere le foglie esterne della verza e affettarla a striscioline sottili.

In un tegame con l'olio, rosolare la cipolla e lo speck tritati con le bacche leggermente schiacciate. Unire la verza ben sgocciolata, salare e bagnare con il vino.

Cuocere con il coperchio per 30' a fuoco moderato.

Spolverare con un poco di farina e mescolare in fretta per non formare grumi.

Restringere il sughetto a tegame scoperto e servire caldo.

mmmmhhhhh un buon "muset" (assomiglia al cotechino), non ci starebbe male.

Caviale dei poveri - melanzane











CAVIALE DEI POVERI

Passate la melanzata col bianco del porro al MO per 4 minuti a 850 W.

Nel mixer preparate un piccolo agliettopiccolo scalognoabbondante prezzemolo

Lasciate raffreddare la melancana e il porro e introduceteli nel mixer anche loro.

Frullate tutto, unite a filo un poco di olio sino ad ottenere una cremina semisoda, salate e pepate.

Spalmate su crostoni di pane - alternati con crostoni al formaggio .

Premi










Eccoliiiii ! ben due premi, li aggiungerò agli altri che ho già ricevuto grazissime !
Questi premi li ho ricevuti da Maurina, simpaticissima e bravissima amica conosciuta nel Forum di Cucinait, con la quale condivido la passione per la cucina.
Anzi, cerco di carpirle i segreti per i lievitati … e sì perché c’è una bella differenza fra noi due:
I suoi lievitati si trasformano in bellissimi pani o dolci … e il suo fisico è da fotomodella
Il mio fisico lievita, mentre i lievitati si trasformano in deliziosi mattoncini … una volta o l’altra costruisco la casetta dei tre porcellini.Il primo ....











e il secondo










Non a tutti piacciono i blog, per la maggior parte i nostri obiettivi sono di mostrare le cose che creiamo e di fare amicizie nuove, ma ci sono persone alle quali non interessa affatto quando si dona loro un premio, non lo scrivono, ed in questo modo si contribuisce a spezzare questa catena… e noi vogliamo che si spezzi o che si propaghi? Cerchiamo allora di prestare un po’ di attenzione… dovremo nominare 8 bloggers che dovranno riportare questo stesso testo…”

Dono questi premi ad amiche conosciute su forum vari e più recentemente sui blog:

Pennelli & mattarelli - Giorgia vulcanica donna

A tavola con Mammazan - Grazia persona dolce dolce

La panificatrice folle - Barbara F speciale specialissima

Mestolo e paiolo Stefano di premi ne ha tanti, ma si merita anche questi

Nella cucina di Martina - Clamilla dolce amica conosciuta da poco

Una mamma e 7 laghi - Laura super mamma super impegnata, ha appena avuto il 5° bimbo

Pepe & Peperoncino - Michela sperimentatrice assidua

Arterouge - Rossella cucina poco e bene, ma vale la pena vedere i lavori che sa fare !

lunedì 29 settembre 2008

Marmellata di kumquat













Fra poco inizia la stagione degli agrumi, i mandarini cinesi o Kumquatt sono i più piccoli della serie, per saperne di più su questo frutto, vedere qui: Buono a sapersi kumquat o mandarino cinese

Ho un amico alessandrino straordinario, l'ho conosciuto anni fa su un forum di cucina e la nostra amicizia si è consolidata nel tempo.

Ha ricette straordinarie e quindi non pecco se vi posto questa marmellata che ho avuto il piacere di testare e di ripetere da alcuni anni.

Ve la posto esattamente come l'ha scritta lui.

Grazie Giovannino, sei straordinario.

Marmellata di kumquat
830 gr di mandarini cinesi Affettati in quarti e messi a macerare in acqua per 24-30 ore.Colarli.
Sistemarli in pentola,coprirli di acqua e portarli ad ebollizione.

I semi devono essere raccolti e messi in una sacchetto di tela. ( questa operazione si effettua quando i mandarini si tagliano in quarti).
Unire 400 gr di zucchero ed abbassare la temperatura.
Unire i semi che daranno quel tanto di pectina sufficiente ad addensare.
Sobbollire sino alla concentrazione stabilita dalla prova goccia.
Riempire a caldo 4 vasetti mignon della bormioli..
Capovolti per 30’.
Si conserva per un paio di anni
Giovanni Inverardi

Kumquat o mandarino cinese


















































Il Kumquat,
di origini molto antiche, proviene dalla Cina meridionale.
Il frutto ha piccole dimensioni, colore arancione e forma rotonda o ovale.
La scorza, spessa e di sapore dolce, è molto aromatica, mentre la polpa ha un sapore acidulo.Al contrario del mandarino, si può mangiare anche intero, con la buccia.

Forma piccole piante cespugliose e compatte, con rami un po' spinosi.
Le foglie sono lanceolate, verde scuro lucido sopra e più chiare sotto.
I fiori, che compaiono soprattutto in estate, sono singoli o riuniti in piccole infiorescenze.
I frutti sono piccoli, ovali e con una buccia arancione, liscia e ricca di olii essenziali; la polpa è acidula.
I frutti si mangiano interi.

Descrizione:
I frutti molto piccoli e di colore giallo oro, possono essere utilizzati allo stato fresco per dessert o per la preparazione di sciroppi, marmellate e dall'industria dei canditi.
Foglie, fiori e frutti hanno piccole dimensioni.
Viste le dimensioni, due cm di diametro, il frutto si mangia intero; ha proprietà digestive ed è ricco di vitamina C.

Baccalà facile facile























BACCALA’ FACILE FACILE


2 pezzi grandi e alti di baccalà
8 patate grandi
2 cipolle grandi
8 spicchi di aglio
300 g di olive nere con nocciolo
Olio ex v di oliva q.b.


Scaldare i pezzi di baccalà in acqua bollente per 5 minuti.
Scolarlo e conservare l’acqua.
Pelare le patate, lavarle, asciugarle, tagliarle a rotelle spesse e cuocerle rapidamente nella stessa acqua del baccalà, scolandole ancora al dente.
Sbucciare le cipolle e tagliarle a rotelle sotttili.
In una teglia da forno versare 50 ml di olio, distribuire in uno strato le patate sul fondo, sopra mettere le cipolle e metà dell’aglio pelato e tagliato a rondelline.
Disporre i pezzi di baccalà tagliato a quadrotti e sistemare sopra l’aglio rimasto.
Decorare con le olive e versare abbastanza olio sopra la preparazione. (di olio ne richiede un po’, per evitare che si attacchi e perché le patate ne assorbono.
Preriscaldare il forno a 200°, infornare e cuocere finchè le patate saranno ben cotte e il baccalà dorato.
Servire molto caldo.

Grappa alla ruta

GRAPPA alla RUTA

10 rametti di ruta giovane senza infiorescenze
3/4 di lt di grappa di buona qualità
2 cucchiai scarsi di zucchero

In un vaso a bocca larga inserire i rami di ruta, spolverarli con lo zucchero, coprirli con la grappa e chiudere il vaso ermeticamente.
Posizionare il vaso in un luogo soleggiato, in modo che il calore sciolga lo zucchero.
Appena lo zucchero sarà ben sciolto, filtrare la grappa e metterla in un bottiglione o in bottiglie singole, con dentro un pezzettino di ruta.

Per la foto della grappa alla ruta, vi rimando qui http://ilfogolar.blogspot.com/search/label/Vini%20e%20liquori
A Natale la grappa sarà travasata in bottigliette da 1/2 lt.

*** non mettiamo mai tanto zucchero, non amiamo i liquori o le grappe troppo dolciastre.

*** Attenti che lo zucchero sia ben sciolto, il mio lo era perchè mio marito metteva i vasi sul tetto e quindi sole tutto il giorno.Li ritirava alla sera.

Grappa all'anice selvatico



GRAPPA ALL'ANICE SELVATICO

5 rametti freschi della pianta di anice
1/2 lt di buona grappa
1 cucchiaio scarso di zucchero.

In un vaso a bocca larga, inserire i 5 rametti di anice, spolverarli con lo zucchero ed infine corpirli con la grappa.
Chiudere il vaso ermeticamente, metterlo al sole e agitarlo un paio di volte al giorno in modo che lo zucchero si muova e si sciolga.
Trascorsa una settimana, filtrare la grappa mettendola in una bottiglia da 1/2 lt, inserire un piccolo rametto di anice, tappare con cura e aspettare un mesetto prima dell'uso.

*** Attenti che lo zucchero sia ben sciolto, il mio lo era perchè mio marito metteva i vasi sul tetto e quindi sole tutto il giorno.
Li ritirava alla sera.

Curiosità

Vecchia legnaia

Gerla con fagioli ad essiccare al sole

Le carriole arrugginite non vanno in pensione !!!

Vecchia porta con l'appenditabarro.

Vecchio cartello ... no euro ??? no multa !!!

domenica 28 settembre 2008

Le 3 grappe













Le mie tre grappe, questa sera vi ho dato quella di rosa canina,
... a domani le altre due !

Grappa di piciacuj






















Piciacuj è il none dialettale friulano, dato alle bacche o cinorroidi della rosa canina.


Per saperne di più vedere qui http://http//ilfogolar.blogspot.com/search/label/aa%20Buono%20a%20sapersi


GRAPPA di PICIACUJ

lt 1 e ½ di buona grappa
2 cucchiai di zucchero
bacche di rosa canina
pulire le bacche e metterle a macerare con lo zucchero e la grappa in un contenitore a chiusura ermetica.
Lasciare macerare agitando di tanto in tanto il contenitore.
Passare le bacche col passaverdure e rimettere la polpa nella grappa per 24 ore.
Filtrare e imbottigliare.

*** Le mie bacche le ho invasate il 23.9 , le ho lasciate al sole sino al mio rientro a MI.
Potrò passare alla seconda operazione cioè passare al passaverdure ecc, solo a Natale e poi vi inserirò la foto del risultato finale.

Rosa canina














Rosa canina
Composta dal fiore, dalle foglie e dalle bacche rosse dette cinorrodi dette anche: stropacui, piciacuj, gratacul, stropa cul,
Questi nomi dialettali derivano dal fatto che la peluria interna della bacca, se ingerita provoca prurito al fondo schiena
La Rosa canina è una delle innumerevoli specie di rose selvatiche comuni nelle nostre campagne, ; si trova facilmente in tutta Europa e forma siepi alte fino a 3-4-metri.
La rosa canina, oltre ad essere un bellissimo fiore per lo più selvatico, è anche una preziosa fonte di vitamina C, superiore a quella contenuta negli agrumi.
Ai frutti (bacche rosse) o cinorrodi si devono le maggiori proprietà. Ricchi di tannini e altro .
Alle bacche di rosa canina si riconoscono notevoli proprietà vitaminizzanti e toniche e soprattutto è noto che esse sono capaci di aumentare la resistenza dell’organismo verso le malattie infettive, grazie all’alto contenuto di vitamina C.
La maggiore concentrazione della vitamina C, si trova nel frutto dopo che ha preso le prime gelate.
Rosa canina deriva dal greco kynorrhodon = Rovo dei cani perché i Greci, che così la chiamavano, ne impiegavano la radice per curare la rabbia.
La curiosa storia-leggenda che ha dato origine all’uso medicinale della radice della rosa selvatica per la cura dei morsi dei cani rabbiosi: “Fino a questi ultimi anni (siamo nel I secolo d. C.) è stato impossibile guarire il morso di un cane rabbioso, che provoca il terrore dell’acqua e di ogni bevanda. Poco tempo fa, la madre di un milite della guardia pretoriana fece un sogno in cui lei mandava al figlio, da prendere in pozione, la radice di una rosa selvatica detta cinorrodo: una rosa che il giorno prima aveva scorto in un cespuglio e da cui si era sentita attratta. Questo fatto avveniva in Lacetania, nella parte della Spagna più vicina a noi; e il caso volle che, quando il soldato morso dal cane cominciava ad aver terrore dei liquidi, arrivò una lettera della madre che lo pregava di ubbidire al segno divino; così, insperatamente fu salvo e altrettanto avvenne in seguito a chiunque fosse ricorso a tale rimedio”. Si fa infine notare che il nome antico cinorrodio è passato ad indicare i rossi frutti delle rose selvatiche che, in autunno-inverno, brillano sui loro rami nudi ormai privi di foglie ed il cui uso in cucina




Fogolar furlan ... il classico












Questo è il fogolar tipico friulano, costruito dal bisnonno del mio amico Checco (classe 1924) (anni 84).
Nel particolare della foto in fondo, c'è la banda in tela di sacco ricamata in rosso da sua nonna.
Angela, la figlia di Checco (mia coetanea), non stacca più questo prezioso telino per lavarlo, ha paura che gli si disfi in mano.
Il seggiolone, il tavolino e la cassapanca che si vede poco di lato, sono stati fatti dal mio amico.

Ho messo la nota in "mai dire banzai", perchè spero sempre ... un giorno ... di poterne avere anch'io uno così ............
Un terno al lotto ??? no èèè ???





Una mela ...



Una mela al giorno toglie il medico di torno ...
Anche i passerotti e le formiche hanno imparato il proverbio !!!