Foto mia

Foto mia
Lavoro amigurumi eseguito dalla mia amica di Ampezzo, Alda Varnerin. Ha mani veramente d'oro, i suoi lavori sono sempre precisi.

sabato 12 febbraio 2011

Polvere d'oro

POLVERE d'ORO

Ai miei piace il sapore del limone o dell’arancia nei cibi dolci, però detestano i granellini che vanno sotto i denti e perciò è già da parecchio che sostituisco le bucce grattugiate con la polvere ricavata dalle bucce seccate.


Da sinistra : vaschetta con granella di bucce che uso nella frutta cotta

al centro vaschetta con polvere d'arancia e a destra vaschetta con polvere di mandarino - ho quasi pronte le bucce di limone (ho terminato la scorta).

Il mio metodo è il più semplice è prendo due piccioni con una fava ^___^.
Ecco, la polvere la uso nelle preparazioni dolci
E mentre le bucce seccano sul calorifero, lasciano un delicato profumo di agrumi che aleggia per la casa a lungo.
Le arance che consumo al momento le metto a mollo in acqua e bicarbonato per alcuni minuti, poi le risciacquo molto bene e le metto in tavola. (stesso trattamento anche per le bio).
Con lo sbucciapatate tolgo la buccia al frutto e viene tolta solo la parte gialla per il (limone) o arancione per (arancio o mandarino) mentre la parte bianca che è quella amarognola, rimane attaccata al frutto.
Le bucce le metto dentro a cestini di paglia, li metto sopra al calorifero e copro con un foglio di scottex.
Quando sono secche le passo una prima volta nel tritatutto Kenwood, passo attraverso il colino, la polvere la metto in un contenitore mentre i pezzi li ripasso in un macinino del caffè della Mulinex che li riduce completamente in polvere fine. Il contenitore lo chiudo e lo ripongo in dispensa.
Un po’ di pezzetti grossi li tengo in disparte, a me piace metterli nella ciotola della mela che mi cuocio al MO alla sera.

Si possono seccare le bucce anche nel forno, i tempi sono lunghi (4 ore) e non so se il gioco ne valga la candela, tanto più che le arance si trovano proprio nel periodo invernale quando i caloriferi sono accesi.

Grissini benedetti

Li ha fatti Aurora, amica del: www.ilcortiledellematte.it e me ne sono ingolosita … e arriva subito il momento giusto per poterli fare , naturalmente diversi e con quello che avevo in casa, ma li ho preparati.
Aurora ha seguito il metodo di Benedetta Parodi di Cotto e Mangiato e all’ultimo mi sono venuti proprio i grissini “cicciotti” Benedetti per la velocità della preparazione, la bontà e l’appagamento nel vederli così ben cotti eee … mangiati.
Il pargolo è andato a correre con la morosina e prima di uscire mi ha detto: mammina ci prepari qualche cosa di stuzzicoso per quando torniamo ? e sui due piedi e nel giro di 40 minuti cosa prepari ?
… lampadina ^__^ ma i grissini di Aurora !

GRISSINI BENEDETTI

pasta sfoglia rettangolare Belbaker
1 vasetto patè di carciofi
1 confezione fettine formaggio latteria
1 tuorlo d’uovo e goccio di latte

S pennellare tutta la sfoglia con il tuorlo e un goccio di latte sbattuti insieme
Spalmare la sfoglia con il patè di carciofi
Appoggiare le fettine di formaggio latteria (si trovano pronte al supermercato)
Piegare la sfoglia a metà
Pressare un poco con le mani altrimenti trasborda tutto.
Spennellare la superficie della sfoglia piegata
Tagliare con la rotella dentata delle striscioline (per la premura le ho fatte grosse)
Attorcigliare le striscioline e appoggiarle sulla placca foderata con carta forno.
Infornare a forno già caldo 200° circa per 20 minuti. (non guardatemi la temperatura del forno, il mio catorcio non ha ancora esalato gli ultimi respiri e perciò lo tengo così com’è).

***Ahiooòòò ragazzi … altrochè cotto e mangiato … questi sono arrivati, hanno fatto due piegamenti sul balcone e li hanno spazzolati. La Ellis ne ha mangiati 2 perché glie li ho tenuti a parte, Carlo era indaffarato e quando è tornato ha visto il piatto vuoto. ^_____^

domenica 6 febbraio 2011

Pan di Rosy

Questo è uno dei primi pani che mi è riuscito bene al primo tentativo … se gli Orsi parlassero, vi saprebbero ben raccontare tutti i miei disastri lievitati ^___^.
Di questo pane sono rimasti soddisfatti, solo che a me piace cambiare e provarne altri, così questo è rimasto dimenticato.
Se fanno i bravi, torno a farglielo.


PAN DI ROSY
250 g farina Manitoba
250 g farina 00
25 g lievito di birra
250 ml latte
35 g strutto
15 g zucchero Solo per il pane dolce – per il pane salato aumentare leggermente il sale segnato sotto)
1 cucchiaino e ½ di sale
1 cucchiaio di malto di orzo
olio

Nella ciotola del Ken versare la farina setacciata, formare il buco e in un angolino nascondere il sale e lo strutto tenuto a temperatura ambiente.
In una ciotolina sciogliere il lievito, (lo zucchero solo se dolce) e il malto, in poco latte tiepido coprirlo con panno carta umido, sigillare con pellicola trasparente e metterla nel forno con solo la lucina accesa, finchè è raddoppiato di volume (3/4 d’ora circa).
Versare questo impasto in mezzo alla farina.
Impastare a velocità media per 5 minuti.
Togliere l’impasto, modellarlo a palla e metterlo in un contenitore a bordi alti, e spennellare bene con olio da tutte le parti.
Coprire il recipiente con un pannocarta inumidito e strizzato e sigillato con pellicola trasparente.
Lasciare riposare nel forno con la lucina accesa finchè la palla è raddoppiata di volume.
Riprendere l’impasto e dividerlo in tante piccole palline da 60 o 100 g l’uno circa. (me ne sono venute 9 e le ho messe in una teglia tonda con le scannellature del Ø 28).
Modellare bene a pallina liscia e disporle nella teglia, foderata da carta forno.
Lasciare un poco di spazio fra uno e l’altro, in modo che si possano allargare durante questa nuova lievitazione di una mezz’oretta circa al riparo dalle correnti.
Intanto preriscaldare il forno a 200°.
Spennellare la superficie dei panetti con un poco di latte e infornare.
Appena messa la teglia nel forno, abbassare la temperatura a 180° e portare a cottura per 20/30 minuti circa (dipende dal forno.
Sfornare e lasciare raffreddare nella teglia.
MI, 16.05.07 – corretto il 17.05.07 - Rosy era la mia firma in alcuni siti di cucina